Paolo Agaraff è un autore collettivo.
Attualmente è composto da tre quasi quarantenni anconitani che condividono da anni la passione dei giochi di ruolo.
Il Sangue non è Acqua (128 pagine, peQuod edizioni) deriva proprio dai giochi di ruolo, ma affrancandosene in un certo senso.
Nato, a detta degli autori, come una storia da giocare ispirata agli incubi di Lovecraft, ha poi preso la mano agli autori e ai giocatori fino a diventare la seconda prova letteraria di questo collettivo. La prima era stata Le Rane di Ko Samui, un piccolo racconto lungo / romanzo breve pubblicato (come il Sangue) da peQuod.
Il romanzo, ambientato negli anni 30, narra dei discendenti della famiglia Farricorto che vengono convocati in un isoletta nelle acque della Sardegna per poter ricevere l'eredità di uno zio scomparso da poco.
Ci saranno omicidi e sospetti, mostri e apparizioni inquietanti, fino alla conclusione che lascia un sorriso sardonico sulle labbra dopo 128 pagine ben scritte.
Qualche appunto tuttavia va fatto: la definizione dei personaggi alle volte appare sfocata, e ho sentito talvolta il bisogno di un elenco dei nomi perchè ci si può perdere. Ma soprattutto la veste editoriale non aiuta, poichè essendoci degli inserti tratti da un diario non sempre si capisce al volo il passaggio dal presente al passato (situazione per cui sarebbe bastata una semplcissima soluzione tipografica: il corsivo).
Ma il piacere di leggere un romanzo thriller di taglio classico scritto da italiani resta immutato, anche per il tono che spesso diviene ironico e strizza l'occhio al lettore anche nella tipizzazione dei caratteri dei personaggi che offrono spunti di riflessione intriganti.




