
Jean-Marie Gustave Le Clézio
Il verbale
:duepunti edizioni
Adam Pollo si isola in una casa abbandonata e passa attraverso diverse metamorfosi: animale, vegetale, minerale.
Una ricerca di uno stato definitivo forse? La solita affannosa ricerca di un senso della vita? Forse. Il finale rivelerà il senso della ricerca? Certo il romanzo è più che ben scritto. Qui il concetto di bella scrittura è superato. Si va oltre questi schemi. Così come il protagonista si destruttura e ristruttura continuamente, nel tentativo di darsi una forma definitiva, anche il linguaggio e la forma del romanzo si destrutturano e si ristrutturano. L'autore non ha paura, nel suo romanzo di esordio del 1963, di confrontarsi con i grandi innovatori del romanzo moderno, primo fra tutti Joyce. Anni e anni separano i due romanzieri. Ma li unisce il filo rosso di una volontà di riscrittura delle regole della forma narrativa e di negazione delle strutture e delle forme consolidate.
Jean-Marie Gustave Le Clézio è uno scrittore francese poco noto in Italia, nato a Nizza nel 1940, ed è un protagonista assoluto della scena letteraria francese contemporanea. Romanziere, narratore, saggista, Le Clézio esordisce nel periodo del noveau roman francese, ma se ne distacca con una ricerca stilistica assolutamente originale. In questo romanzo di alienazione dalla società moderna, l'autore inserisce anche il suo profondo amore per la natura nelle sue svariate forme.
L'edizione che recupera questo suo primo romanzo è prestigiosa e ben curata. Nell'introduzione troviamo la lettera con la quale l'autore presenta il manoscritto. Una lettera che sembra contenere tutto quello che NON si dovrebbe mettere in una lettera introduttiva. Tutto quello che improvvisati insegnanti ci dicono di non inserire, dalle scuse per non aver trovato una forma compiuta a quelle per i refusi eventualmente presenti.
Segno che alla fine in letteratura vincono sempre le buone idee a dispetto di tutti i tecnicismi.
Emanuele Manco
Una ricerca di uno stato definitivo forse? La solita affannosa ricerca di un senso della vita? Forse. Il finale rivelerà il senso della ricerca? Certo il romanzo è più che ben scritto. Qui il concetto di bella scrittura è superato. Si va oltre questi schemi. Così come il protagonista si destruttura e ristruttura continuamente, nel tentativo di darsi una forma definitiva, anche il linguaggio e la forma del romanzo si destrutturano e si ristrutturano. L'autore non ha paura, nel suo romanzo di esordio del 1963, di confrontarsi con i grandi innovatori del romanzo moderno, primo fra tutti Joyce. Anni e anni separano i due romanzieri. Ma li unisce il filo rosso di una volontà di riscrittura delle regole della forma narrativa e di negazione delle strutture e delle forme consolidate.
Jean-Marie Gustave Le Clézio è uno scrittore francese poco noto in Italia, nato a Nizza nel 1940, ed è un protagonista assoluto della scena letteraria francese contemporanea. Romanziere, narratore, saggista, Le Clézio esordisce nel periodo del noveau roman francese, ma se ne distacca con una ricerca stilistica assolutamente originale. In questo romanzo di alienazione dalla società moderna, l'autore inserisce anche il suo profondo amore per la natura nelle sue svariate forme.
L'edizione che recupera questo suo primo romanzo è prestigiosa e ben curata. Nell'introduzione troviamo la lettera con la quale l'autore presenta il manoscritto. Una lettera che sembra contenere tutto quello che NON si dovrebbe mettere in una lettera introduttiva. Tutto quello che improvvisati insegnanti ci dicono di non inserire, dalle scuse per non aver trovato una forma compiuta a quelle per i refusi eventualmente presenti.
Segno che alla fine in letteratura vincono sempre le buone idee a dispetto di tutti i tecnicismi.
postato da: emanuelemanco alle ore 23:49 | Permalink | commenti
categoria:metamorfosi, verbale, duepunti, le clézio jean-marie gustave, 1960-1970
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