Che io di solito non recensisco un autore che non conosco bene, perché potrei sempre aver letto l'unica cosa che vale la pena di leggere e sputtanarmi in lodi sperticate per uno che non vale, tutto sommato, una cicca.
Però con questo Licalzi voglio rischiare, perché ho letto - a distanza di tempo l'uno dall'altro e in momenti diversissimi tra loro - due dei suoi libri e, due su due, mi sono piaciuti. Non per gli stessi motivi, tra l'altro.
Il primo libro che ho letto, Il privilegio di essere un guru, mi ha fatto sbellicare dalle risa: un'avventura scanzonata che ha come protagonista un infermiere sciupafemmine che è nato lo stesso giorno mese anno di Tom Cruise e che, per conquistare una donna che gliel'avrebbe data dopo dieci minuti, passa mesi e mesi a fingere di essere un vegetariano convinto, un animalista accanito, un guru della new age, insomma. Il tutto reso ancora più esilarante dai racconti della mia amica Frà, che abbraccia gli alberi per davvero, e per davvero si è trovata ad un corso di yoga a fare come la balena quando sfiata: pppuff...
Insomma, un libro apparentemente sciocchino ma in fondo divertente e intelligente.
Poi - galeotta fu l'amica Frà di cui sopra - a distanza di più di un anno mi capita di leggere Non so, del medesimo autore. Mi aspettavo una cosa sulla falsariga dell'altro, e invece mi sono trovata davanti un libro tenero, a tratti malinconico, tutto sommato mai banale anche se il protagonista, un trentenne un po' indeciso se la sua vita (moglie, figlio, impiego in banca) gli piaccia davvero o no, potrebbe sembrare un'icona dei nostri tempi tanto da diventarne una macchietta. Ma il buon Licalzi riesce sempre a trovare qualcosa di più. O forse sono solo io, che qua e là mi sono ritrovata di fronte alle stesse riflessioni, alle medesime incertezze, al bivio che non sai che strada prendere ma poi insomma in qualche maniera va e poi pensi che è così che doveva andare e te ne fai una ragione, anzi, ne sei felice, guarda.
Per concludere: a mio parere vale la pena di leggerlo, 'sto ragazzo, quindi continuerò fiduciosa con i suoi libri. Sperando di non aver letto le uniche due cose sue che vale la pena di leggere... ;-)
Ho pubblicato questa recensione anche sul mio blog
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