lunedì, 31 marzo 2008
I Quais du Polar, festival dedicato al poliziesco, al giallo, al noir e tutte queste cose qui, si sono svolti a Lione lo scorso weekend. Sono alla quarta edizione, e sono qualcosa di mostruoso. La parte principale del festival si svolgeva a Palais Bondy, cioè dietro casa mia, che per una volta è una bella comodità. Ma in realtà tutta la città era coinvolta, con una serie di attività e incontri paralleli che si svolgevano in liberie, locali, cinema... E non solo per la durata del festival "ufficiale", perché di fatto marzo - che in qualunque altro luogo del globo terracqueo è mese dedicato alle donne - a Lione è tutto un pullulare di eventi legati alla cosiddetta crime fiction.




Un tipo di fiction di cui peraltro io sono quasi digiuna, ma non per mancanza d'interesse. Diciamo che, concentrandomi principalmente sulla fantascienza e sull'attualità, poi resta poco spazio per altri generi. Peraltro, c'è da dire che molti scrittori di fantascienza fanno anche giallo o noir, e che capita abbastanza spesso che nelle storie fantascientifiche il protagonista sia un qualche tipo di poliziotto (pensate anche solo a Nathan Never). Per cui, l'argomento può interessarmi anche indirettamente.


A questo si aggiunga che, qualche settimana fa, ero entrata in contatto con Bernard Blanc, traduttore francese di Joe Lansdale, il quale mi aveva annunciato che sarebbe stato presente ai Quais proprio perché il "suo" autore era fra gli invitati.


Mi sono quindi letta uno dei 30 e oltre romanzi di Lansdale, nella fattispecie La sottile linea scura, che ho ampiamente apprezzato, e mi sono preparata per l'incontro. Incontro che, naturalmente, non è mai avvenuto, in base a tutte le leggi di Murphy che si sono riunite per l'occasione anche loro a Palais Bondy (non posso dire di più pubblicamente, ma vi assicuro che c'è da ridere). Ma il piacere di partecipare all'evento è rimasto intatto.




Lansdale l'ho comunque seguito in un paio di tavole rotonde: una, molto interessante, con altri scrittori americani, sulle elezioni Usa (dici: che c'entra il poliziesco? E che ne so io? Sarà la suspense su chi vincerà le elezioni: "chi sarà il prossimo assassino di iracheni alla Casa Bianca?"). I partecipanti erano, oltre a Lansdale, George Pelecanos e Jake Lamar, che peraltro parlava in francese perché vive in Francia dal '93. Non dico altro perché la tavola rotonda era alle 11 della domenica, dopo il cambiamento d'ora e dopo una sbornia presa a una festa la sera prima, per cui sono arrivata con tre quarti d'ora di ritardo. Ma quel poco che ho visto mi è parso notevole.




L'altro incontro con Lansdale, sempre la domenica, era sui personaggi ricorrenti nei cicli di romanzi. Anche qui, presente Pelecanos, che era anche ospite d'onore del festival, mentre il "terzo incomodo" era Veit Heinichen, un tedesco che vive a Trieste da 30 anni. E in effetti di Trieste si è parlato parecchio, come era giusto che fosse.




Ai Quais quest'anno erano presenti due autori italiani: Piergiorgio Di Cara e Alessandro Perissinotto. Sono riuscita solo a seguire una tavola rotonda con Di Cara presente, e devo dire che è stata parecchio illuminante. Cioè, lo è stata per me che sono un'italiana del nord e, anche se della mafia si sente sempre parlare parecchio, a volte hai quasi l'impressione che siano leggende, e fa sempre bene avere qualche conferma da chi ci lavora tutti i giorni. Di Cara è riuscito benissimo a spiegare a quelle teste di coccio dei francesi in che modo la mafia non sia solo un'organizzazione criminale, ma qualcosa di culturale, di atavico. La tavola rotonda riguardava in effetti i criminali nei romanzi, e, non avendo mai letto nulla di Di Cara, mi è piaciuto sapere che i suoi criminali rappresentano un po' la "banalità del male", non sono dei mostri, così come i poliziotti non sono degli eroi. Gli altri partecipanti erano i francesi Antoine Chainas (che, se ho ben capito, scrive storie molto molto noir) e Abdel-Hafed Benotman (semplificando e banalizzando, un ex galeotto, uscito di prigione solo l'anno scorso) e l'irlandese Mark Billingham.




E vorrei concludere con il mio coup de coeur: si chiama Matt Rees (guardatevi il video, ne vale la pena) ed è stato per diverso tempo corrispondente in Medio Oriente. Ha parlato della sua frustrazione nel dover rappresentare una realtà seguendo le rigide regole del giornalismo, e, gente, come lo capisco! È per questo che ha deciso a un certo punto di scrivere fiction per poter dare voce a tutte quelle persone di cui negli articoli poteva solo accennare. E così ha scritto dei polizieschi ambientati in Palestina, dove i personaggi sono dei palestinesi (niente israeliani, dice, per evitare di cadere nei cliché). Ho seguito due tavole rotonde a cui ha partecipato e, nonostante l'apparenza da fighettino, mi ha fatto davvero impressione. Tanto che mi sono comprata un suo libro e gliel'ho fatto autografare. Abbiamo allora scambiato brevemente due chiacchiere, e alla fine, oggi, ho deciso di contattarlo per chiedergli un'intervista. È stato carinissimo, si ricordava di me e mi ha dato immediatamente la sua disponibilità. Adesso devo vedere per chi pubblicarla. Sarà comunque a Milano probabilmente a maggio, perché esce in Italia il suo secondo romanzo per Cairo Editore. Che io poi adesso ne sto tessendo gli elogi, ma il libro non l'ho ancora letto, e magari è una schifezza, quindi prendete quello che vi dico con le pinze.




Mi rendo conto che ho scritto tantissimo, eppure non è nemmeno un centesimo di tutto quel che c'era ai Quais. Come ho detto in un commento a un post precedente, se ci fosse qualcosa di simile per la fantascienza! Sì, a Nantes ci sono gli Utopiales, ma non coinvolgono tutta la città, e poi io vorrei che fossero a Lione! Magari a Palais Bondy, dietro casa mia...


(Questo articolo è stato postato anche sul mio blog personale)

mercoledì, 15 marzo 2006

La Scuola di Narrazioni Arturo Bandini di Nausika, in collaborazione con il Comune di Poggibonsi e grazie al co-finanziamento della Fondazione Monte dei Paschi, in occasione della presenza di Joe Lansdale in Italia organizza, nella cittadina di Poggibonsi  il Primo Festival Narrazioni, un incontro con un gruppo di scrittori di chiara fama e sicura attrattività per il pubblico.

L’idea del festival: scrittori italiani affini per temi e forme si alterneranno con lui e tra loro in laboratori, presentazioni, incontri, reading in una due giorni densa di avvenimenti. Il tour proseguirà poi a Firenze (dove ci sarà una giornata Lansdale alla libreria Feltrinelli, nella quale scrittori e attori leggeranno brani dello scrittore texano e lo stesso Lansdale verrà intervistato; per la serata è prevista la diretta radio e la diretta su web-cam) ed infine ad Arezzo (incontro con le scuole e università in mattinata e con il pubblico nel pomeriggio o in serata).  Da sottolineare che grazie al congruo numero di sponsorizzazioni  pubbliche e private gli eventi, previa prenotazione, sono totalmente gratuiti! Avete letto bene, smettetela di stropicciarvi gli occhi. Che state aspettando? Ah siete già in Toscana. Bene!  Per iscrizioni e il programma completo cliccate qui.


postato da: emanuelemanco alle ore 09:23 | Permalink | commenti (2)
categoria:eventi, firenze, toscana, festival, arezzo, lansdale joe, poggibonsi