categoria:eventi, usa , festival, noir, giallo, thriller, poliziesco, 2008, lansdale joe, spy story, quais du polar, pelecanos george, heinichen veit, di cara piergiorgio, rees matt
non ha prezzo. Questo a prescindere dai risultati. In questo caso non farò eccezione. Ho molte riserve su questo romanzo. Ma anche molte speranze sul futuro dell'autrice. Cominciamo con le riserve. "Dalla parte del torto" è un giallo di ambientazione milanese. Un giallo poco convincente e logico proprio dal versante del genere. Il meccanismo a incastro, tipico del giallo ben congegnato, qui appare parecchio inceppato. La trama propriamente detta va avanti a singhiozzi e a salti logici che si si stentano a seguire. Gli investigatori, un bizzarro pool di dilettanti, con a capo una ispettore di polizia, sono figure appena abbozzate. Tranne forse quella della copywriter Inga. E non ci sono che pochi ragionamenti logico-deduttivi che portano alla soluzione. Ma è pur vero che sono molti a usare la "gabbia" del genere, per poi raccontare qualcos'altro."Il caso Jane Eyre": delizievole romanzo scritto da Jasper Fforde - che forse qualcuno conoscerà in quanto sceneggiatore de "La maschera di Zorro" e "Entrapment" (?!) - ed edito da Marcos y Marcos, segnalatomi con insistenza dal buon Vanamonde e finalmente letto.
Non cercherò di emulare alcune recensioni di un certo livello... vorrei solo mettere in evidenza alcune impressioni.
Ambientata in un 1985 alternativo, nel quale le barriere temporali non sono poi così solide come si è abituati a pensare e i libri costituiscono un bene preziosissimo, la storia - un giallo, diciamo - ruota intorno al furto di manoscritti originali, da parte di un pericoloso criminale, a scopo di ricatto; le peripezie della Detective Letteraria Thursday Next ("giovedì prossimo": il libro è ricco di giochi di parole!) nel seguire il caso daranno seguito a risvolti a dir poco soprendenti... soprattutto se amate Shakespeare e non conoscete bene l'opera di Charlotte Brontë. ^_-
Mi sono innamorata della descrizione di un evento particolare della cittadina natale di Thursday Next: il Riccardo III messo in scena ogni venerdì sera da innumerevoli anni, recitato da persone che fanno abitualmente parte del pubblico... così abitualmente da conoscere il dramma a memoria e presentarsi a teatro in costume sperando che il direttore di scena li scelga per recitarlo. Il pubblico restante - coloro che, per quella determinata sera, non sono stati scelti per impersonare gli attori principali del dramma "suggeriscono" le risposte con battute "fuori campo", intervengono come comparse nella battaglia campale e così via. I lettori milanesi potranno facilmente paragonare l'evento alla proiezione - con spettacolino live annesso e fervente partecipazione del pubblico in sala - del Rocky Horror Picture Show del venerdì sera al cinema Mexico, da quasi vent'anni una tappa obbligata per gli amanti del musical in questione.* Esilarante.
Per tornare a Il caso Jane Eyre, eccovi una citazione: "[...] Non sono matto, sono solo... diversamente etico, ecco tutto". Definizione geniale, non vi pare? :D
Su: leggetelo, divertitevi e fatemi sapere.
*si è per caso capito che io appartengo alla categoria degli amanti del musical in questione e che ho trascorso svariati e numerosi venerdì sera al Mexico...? ^.^
Questa recensione compare anche sul mio blog
Ovvero, come cambiare idea su uno scrittore in quattro libri. E meno male che io sono una che dà svariate possibilità: non mi piace fermarmi ad un'unica opera, soprattutto se l'opera in questione non mi convince. Lo so che sembra un po' perverso, come ragionamento, ma scelgo quasi sempre di perseverare, anche per poter argomentare la mia opinione, nel caso dovesse interessare a qualcuno...
Insomma: da casa Mio Carino mi arriva una serie di romanzi polizieschi scritti da Henning Mankell (scrittore svedese nella mia ignoranza finora ignoto), con protagonista l'ispettore Wallander della squadra omicidi.
I primi tre libri non mi sono piaciuti - a dir la verità, il secondo mi ha annoiato quasi fino alle lacrime... - ma, con sopradescritta testardaggine, ho continuato protervamente con il resto della serie. Finalmente, grazie a chissà quale illuminazione, dal quarto libro in poi ho iniziato ad apprezzare Mankell per tutti i motivi per i quali, durante la lettura dei primi romanzi, avevo deciso che non mi piaceva!
La caratteristica che mi ha maggiormente tratto in inganno è che le storie di Mankell non sono affatto costruite come gialli "classici": non si riesce ad individuare una trama precisa, un unico percorso che porta dritto alla soluzione, a volte non si capisce nemmeno quale sia esattamente l'indagine in corso, non si sa dove voglia andare a parare. All'inizio ho trovato questa cosa estremamente irritante... mi sembravano delle storie senza capo nè coda, lente e dispersive. Poi ho capito che, probabilmente, un'indagine di polizia si svolge più probabilmente così - per tentativi, false piste, dettagli irrilevanti, dimenticanze e tempo perso - che non come viene descritto nei gialli patinati!
Questa nuova prospettiva mi ha aiutato ad apprezzare molto le storie di Mankell, nonostante abbiano le loro pecche - una certa ripetitività, a lungo andare, ad esempio. E' affascinante seguire i ragionamenti contorti della squadra omicidi del paesino di Ystad, in Scania, ti viene voglia di scoprire quale incredibile intuizione, quale colpo di fortuna, quale delle tante piccole cose quotidiane della vita dei personaggi possa aiutare a sbrogliare finalmente la matassa. O se, stavolta, non ce la faranno... ;-)
Una nota di demerito particolare alla casa editrice Marsilio che ha pubblicato i nove romanzi della serie di Wallander: i testi sono pieni zeppi di refusi (ma davvero tanti!) e anche la traduzione non é il massimo. Ciononostante, a mio parere, vale la pena di leggere la serie; se non altro per la novità dello stile dell'autore. :)